#25aprilefemminista #bandite

La rete NON UNA DI MENO di Milano attraverserà con la sua presenza la giornata del 25 aprile.

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La rete NON UNA DI MENO di Milano attraverserà con la sua presenza la giornata del 25 aprile.

La LIBERAZIONE è femminista o non lo è

il 25 aprile, a Milano, lo diremo e ti invitiamo a farlo. Come?

  • vestendo i colori nella gamma da fucsia a viola dovunque ti troverai durante la giornata
  • portando una stoffa dei nostri colori su cui avrai scritto il tuo messaggio (alta 50 cm, lunga quanto vuoi e con dei legacci agli angoli) e che ci premetterà, durante il corteo, di comporre una lunga striscia che porteremo in piazza duomo e poi all’Arco della pace
  • facendo circolare nel corteo i volantini con gli 8 punti per il 25 aprile che distribuiranno le staffette della rete non una di meno
  • rinominando le strade che attraverseremo con i nomi delle compagne partigiane e delle madri costituenti

Appuntamenti

  • 9.30 Piazzale Cimitero Maggiore Presenza al presidio Porta un fiore al partigiano con un omaggio floreale ad ognuna delle donne partigiane ivi sepolte, ricordando le partigiane milanesi e le madri costituenti con le loro foto e le loro storie, le nostre parole e le nostre poesie
  • 13:30 incontro in Piazza Duomo sul sagrato e formazione delle staffette resistenti della rete non una di meno, che in bicicletta o a piedi si organizzeranno per portare nel corteo i nostri contenuti attraverso la distribuzione del manifesto della rete non una di meno di Milano con gli otto punti per il 25 aprile, rinominando le strade che attraverseremo dedicandole a donne partigiane e componendo una lunga striscia di stoffa che attraverserà il corteo
  • 17:00 ci ritroveremo tutte come RETE NON UNA DI MENO sul sagrato del duomo con gli striscioni, le foto delle donne partigiane e delle madri costituenti, i cartelli con i nostri messaggi, la lunga striscia dei messaggi legati insieme, …..
  • 17:30 partenza del colorato e rEsistente corteo della Rete non una di meno dal sagrato del duomo per raggiungere l’Arco della pace dove avremo il nostro banchetto e interverremo dal palco 
Per contatti: nonunadimenomilano@gmail.com

Le Madri della Costituzione

Opuscolo a cura del “gruppo di lavoro 25 aprile”, ricerche storiche, redazione dei testi, editing ed impaginazione di Patrizia Cordone. Lo trovate al banchetto “Non una di meno” all’Arco della Pace, per l’iniziativa “Partigiani in ogni quartiere” dopo le ore 18.00

Al termine della seconda guerra mondiale; dopo venti anni di dittatura fascista contrassegnata dallo squadrismo più feroce, dalla persecuzione di tutte le opposizioni politiche con gli arresti, i confini e gli esili forzati; dopo la Resistenza partigiana con la straordinaria partecipazione decisiva delle donne, che libera­va il nostro paese dal giogo mussoliniano, finalmente il 2 giu­gno 1946 si svolgevano le prime elezioni libere per ripristinare la Democrazia. Vennero eletti i componenti dell’Assemblea Costituente con il compito della stesura della nuova carta costi­tuente, di cui ben ventuno furono le donne: a loro è dedicato questo libretto a settanta anni dalla firma della Costituzione apposta il 27 dicembre 1947 ed entrata in vigore il 1. Gennaio 1948.

***Libere di muoverci, Libere di resistere, Libere di essere***

Nessuna di noi è illegale Non una di meno 8 punti per il 25Aprile

A 72 anni dal 25 aprile della Liberazione dal fascismo e dal nazismo Ricordiamo e Rinominiamo tutte le donne che hanno fatto la Resistenza e la Costituzione contro ogni tentativo di silenziarle, nasconderle, emarginarle in un ruolo secondario di “mero contributo”. Niente donne, Niente 25 aprile.

Liberazione per tutte e tutti: donne, uomini, soggetti LGTBQI+. Possiamo parlare di diritti quando valgano per tutte e smettano di essere privilegi. Rifiutiamo il decreto Minniti e la sua funzione repressiva e di controllo sociale. Vogliamo nutrirci di reti solidali e di mutuo soccorso, non vogliamo lasciare indietro nessuna.

Liberazione dalle guerre, da ogni forma di colonialismo, dall’occupazione della terra e delle sue risorse, dai fondamentalismi, dai femminicidi e dalla violenza, dalla cultura misogina, fascista e sessista e dall’ordine patriarcale neoliberista in cui non ci riconosciamo sostenendo tutte le donne resistenti nel mondo.

Liberazione è poter decidere di muoverci e di restare. Rifiutiamo il decreto Minniti che istituisce tribunali speciali per le migranti e i migranti, stanzia 19 milioni per effettuare rimpatri forzati, e vorrebbe riaprire in ogni regione centri di detenzione, dove stipare chi scappa da guerre, miseria e devastazioni ambientali. Non possiamo parlare di diritti di cittadinanza finché il reato di clandestinità imporrà il silenzio a migliaia di donne strette in una morsa tra abuso e rimpatrio.

Liberazione nella produzione. Reddito di autodeterminazione, per uscire da relazioni violente, per resistere al ricatto della precarietà, perché non accettiamo che il tempo della nostra vita sia solo lavoro. Non siamo più disposte ad accettare forme di sfruttamento, schiavizzazioni e salari da fame, né che un’altra donna, spesso migrante, lavori nelle case e nella cura in cambio di sotto-salari e nell’assenza di tutele. Stato sociale per tutte e tutti a partire dai bisogni delle donne, che ci liberi dall’obbligo di lavorare sempre di più e più intensamente.

Libere di autodeterminare i nostri corpi, che si smetta di pensare a noi come mere incubatrici, e che il nostro compito non sia più solo quello di garantire la riproduzione. Vogliamo superare il binarismo di genere, più autoformazione su contraccezione e malattie sessualmente trasmissibili, il diritto all’aborto, consultori aperti a esigenze e desideri di donne e soggettività LGBTQI+, indipendentemente da condizioni materiali-fisiche, età e passaporto.

La nuova marea femminista globale è partita dall’Argentina e ha attraversato tutto il mondo con lo sciopero globale dell’ 8marzo

Diamo valore alla nostra pluralità e differenze rinforzando la rete tra noi e da un lato all’altro degli gli oceani, costruendo l’alleanza dei corpi: la nostra liberazione è meticcia e solidale.

La LIBERAZIONE è femminista o non lo è

 

 

Autore: EC

@Ele_Cirant - giornalista pubblicista, bibliotecaria, web content editor, video-maker. Argomenti: diritto alla salute e salute riproduttiva, contrasto alla violenza di genere, studi di genere, cittadinanza attiva

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