CHIAMATA ALLE ARTI E ALLO SPETTACOLO

verso #lottomarzo 2021

Siamo musicist*, danzat*, sart*, scenograf*, attor*, artist*, djs, performer, guardiasala, ricercat*, babysitter, camerier*, … Lavoratrici e lavoratori del mondo dell’arte, della ricerca, dello spettacolo, del cinema, delle tv, del web, della moda, del design, … 


Aderiamo allo sciopero del #LottoMarzo perché:


è sciopero transfemminista globale contro la violenza maschile sulle donne e di genere: sappiamo come arte e cultura non siano mondi separati o esenti dalla violenza. Ogni provino, ogni progetto, ogni volta che per sopravvivere dobbiamo assecondare i desideri di registi e direttori sempre troppo maschi e sempre troppo bianchi. Violenza, abilismo, sessismo, razzismo, colonialismo, razzismo ambientale, omolesbobitransfobia, binarismo di genere, precarietà sono le condizioni dentro cui viviamo. Abbiamo imparato sui nostri corpi quanto questi sistemi siano interconnessi e agiscano simultaneamente.


è sciopero transfemminista globale contro l’incuria di chi ci governa: sappiamo  come l’invisibilità del lavoro di cura e di riproduzione della vita sia funzionale al mantenimento dei profitti di pochi. Anche la produzione culturale è lavoro di cura! Quel difficilissimo, entusiasmante e snervante lavoro di mantenimento di una vita più vivibile per tutt*. Per questo, siamo lavorat* che non hanno mercato, non contano niente, non sono necessar*. 


è sciopero transfemminista globale contro l’estrattivismo di corpi, territori e altre specie: in questi mesi pandemici, il governo ha tenuto chiusi scuole, cinema, centri culturali e teatri non tanto per proteggerci, ma come elemento compensativo degli alti contagi trasmessi nelle aperture forzate di tutto ciò definito “produttivo”. Teatri, cinema, piazze e scuole aperte avrebbero potuto diventare – in un tempo sospeso dall’imperativo del profitto – luoghi di riflessione democratica sul cambio di passo necessario per co-abitare diversamente questo pianeta. 


è sciopero transfemminista globale contro l’aumento di disuguaglianze e ingiustizie. Che la cultura non sia “produttiva” per chi governa lo sappiamo da tempo e da anni smascheriamo le retoriche che si nascondono dietro a questa affermazione: la garanzia di milioni di lavorat* con pochi diritti contrattuali o nessuno. In questi mesi, privati anche del ridicolo ristoro messo in campo dal governo. Eppure, non vogliamo solamente che le nostre figure professionali siano riconosciute: utili o inutili alla salute dell’economia globale, oggi non sappiamo più che cosa fare e cosa faremo domani. Per questo, chiediamo l’unica cosa che serve davvero: un reddito incondizionato e universale. 


–  è sciopero transfemminista globale contro la riproduzione di norme oppressive: sappiamo come la produzione culturale sia uno spazio problematico e insieme uno spazio di possibilità. L’arte può riprodurre linguaggi dominanti come produrre nuovi modi di agitare l’immaginazione politica. Vogliamo prefigurare altri mondi e relazioni, vogliamo vite gioiose e sostenibili: questo è il nostro lavoro. 


Per tutto questo e molto altro ancora #lottomarzo scioperiamo!

Per costruire #lottomarzo insieme scrivi a:
nonunadimenomilano@gmail.com 

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