#8M #8Marzo2019 nel mondo

Traduzione da MUJERES DEL MUNDO UNIÉNDOSE! Informe de la Comisión Internacional de 8M, nº 2, enero 2019

Data l’importanza strategica della dimensione internazionale nella mobilitazione di quest’anno, la Commissione internazionale della Commissione 8M in Spagna dà notizie sulla situazione in diversi paesi. Non è un riassunto informativo di tutto ciò che accade, che è fortunatamente molto, ma un quadro delle mobilitazioni che si è riuscite a mappare in Argentina, Brasile, Bolivia, Cile, Honduras, Nicaragua, Uruguay, Turchia, Francia, Grecia, Germania, Austria, Belgio, Inghilterra, Portogallo, Svizzera, Reubblica Ceca.

Qui trovi la mappa in aggiornamento delle iniziative italiane ed estere

ARGENTINA

Dall’8 febbraio partono le prime assemblee organizzative nelle varie province. Si convocherà lo sciopero, ma sarà difficile organizzarlo perché non sarà appoggiato dai sindacati. Si lotterà per avere un grande sciopero delle donne in tutto il paese e per far sì che quel giorno di assenza dal lavoro non sia detratto dallo stipendio. I temi principali: il femminicidio (nei primi 21 giorni dell’anno sono state uccise 20 donne); contro la precarietà lavorativa; in favore dell’aborto legale, sicuro e gratuito; per l’applicazione della Legge sull’Educazione Sessuale Integrale. Si denunceranno le molestie e gli abusi sessuali e si dichiarerà l’Emergenza di Violenza di Genere in tutto il paese, con il corrispondente bilancio.

BRASILE

Negli ultimi mesi si sono aperti vari fronti di azione femminista di piazza che hanno mobilitato centinaia di migliaia di persone (principalmente donne), come reazione antipatriarcale e antisessista rispetto alle proposte di Jair Bolsonaro. Precedentemente, sono state notevoli le mobilitazioni promosse dal movimento femminista, in forma di rabbia collettiva e indignazione, per l’assassinio di Marielle Franco a Rio de Janeiro. Il movimento femminista brasiliano è molto ampio e diverso, conta su una militanza autonoma, innumerevoli organizzazioni, associazioni, collettivi, reti, piattaforme di coordinazione, ecc. Alcuni di questi spazi fanno parte dell’Internazionale Femminista e di ELLA (Incontro Femminista Latinoamericano). Hanno una forte presenza pubblica. Già da due anni convocano Ni Una Menos con la partecipazione di centinaia di migliaia di donne in tutto il paese. Hanno aderito all’8M 2018.

BOLIVIA

Si farà sciopero l’8M. Attualmente, i vari movimenti femministi stanno realizzando molte mobilitazioni e azioni di protesta e indignazione di fronte ai molteplici casi di violenza sessuale e femminicidi nel paese. Molti di questi casi sono paralizzati a livello giuridico perché i violentatori hanno famiglie influenti nelle istituzioni. È il caso per esempio di una delle aggressioni – quella perpetrata dalla cosiddetta “manada boliviana” (branco boliviano) – che nelle ultime settimane ha creato ulteriori proteste e mobilitazioni. Picchetto femminista il 24 gennaio “in sostegno di tutte le vittime di stupro e violenza machista e ripudio della giustizia patriarcale che non fa il suo lavoro”.

CILE

Si ritiene è necessario lo sciopero in questo momento storico: necessario per tutte quelle che la violenza machista ha sottratto con femminicidi e travesticidi (uccisione di persone transessuali e transgender in quanto tran); per le violenze naturalizzate, per quelle che vivono l’aborto nella clandestinità e nel rischio, per l’assassinio impunito delle lottatrici sociali, per coloro che affrontano una vita quotidiana di sforzi che dà loro in cambio miseria, per la criminalizzazione dei migranti e la militarizzazione del Wall Mapu, per l’indebitamento sistematico e la giustizia patriarcale.

L’incontro Plurinazionale delle Donne che Lottano si realizzato all’Università di Santiago de Chile l’8 e il 9 di dicembre del 2018 per discutere sulle domande centrali che si porteranno nello sciopero dell’8 marzo 2019 e il percorso da fare verso quella data come femministe e movimenti sociali. #SeVieneLaHuelga (arriva lo sciopero). Assi tematici accordati: Violenza machista; Diritto alla città e a un’abitazione degna; Memoria femminista e diritti umani; Lavoro e sicurezza sociale; Lotta per l’aborto e diritti della salute riproduttiva; Razzismo e migrazione; Arte, cultura e comunicazioni; Difesa del territorio, sovranità alimentare, vita e territori indigeni; Dissidenze sessuali; Educazione non sessista.

HONDURAS

Si è creata la piattaforma “Somos muchas” (Siamo molte) per depenalizzare l’aborto in tutte le sue forme. Vogliono organizzare lo sciopero dell’8M e hanno iniziato le riunioni a gennaio. È molto probabile che non ci sarà lo sciopero, però si organizzeranno attività per ripudiare i femminicidi e le aggressione alle donne.

NICARAGUA

La repressione continua per evitare qualsiasi intento di mobilitazione sociale. Dall’articolazione femminista del Nicaragua si è convocata la marcia in occasione del Giorno Internazionale dell’Eliminazione della Violenza Contro le Donne, per esigere dal governo “libertà”, lo sradicamento di qualsiasi tipo di violenza e “un Nicaragua senza prigionieri e prigioniere politici”. La richiesta è stata negata, pertanto le organizzazioni femministe hanno deciso di sospendere qualsiasi azione pubblica che esponesse le compagne a detenzioni arbitrarie e/o aggressioni dopo le minacce dirette al movimento e alle organizzazioni femministe. Ciò nonostante, si sono realizzate piccole azioni (presentazioni, performance, ecc) che sono state assediate da gruppi polizieschi e paramilitari nelle organizzazioni di donne in Matagalpa e Nueva Segovia.

In Nicaragua, nonostante la costituzione garantisca il diritto alla libera mobilizzazione e riunione, si è proibito qualsiasi tipo di manifestazione imponendo uno stato di polizia. È così che, nonostante il fatto che anno dopo anno le femministe in Nicaragua si sono mobilitate ogni 8 marzo, e che negli ultimi anni si siano unite allo Sciopero Femminista, quest’anno potranno partecipare solo con azioni simboliche dai social network e altri territori (come Spagna, Guatemala, Inghilterra, ecc) in cui le compagne femministe realizzeranno picchetti e azioni per sostenere e rafforzare le sorelle nicaraguensi, azioni per le quali sperano di contare con l’appoggio e il sostegno delle organizzazioni femministe locali.

URUGUAY

Vari collettivi femministi sono presenti nell’Internazionale Femminista e in ELLA, come per il caso del Brasile. I collettivi vincolati a Ni Una Menos hanno molta forza. Un paio di anni fa, nel novembre 2017 si è tenuto a Montevideo il XIV Incontro Femminista Latinoamericano e dei Caraibi (EFLAC)

TURCHIA

5-6 gennaio c’è stato un grande incontro di donne ad Istanbul. Più di mille donne e 165 organizzazioni di donne e LGBT* dicono “le donne unite sono forti” (#kadinlarbirlikteguclu). Questo incontro è stato solo l’inizio. Le donne vogliono muovere il mondo. L’incontro è una grande piattaforma di donne contro il patriarcato in Turchia. Si moltiplicano le organizzazioni in molte città: si oppongono agli attacchi del patriarcato contro la vita e la libertà delle donne.

Due date: 14F (san Valentino) contro la violenza degli uomini e l’amore diseguale; 8M: Sciopero delle donne. Si stanno discutendo le possibilità di fare uno sciopero per la prima volta e sono interessate ai legami internazionali.

Lottano contro la legge dello stato che prevede l’amnistia per coloro che violentano una minorenne e poi la sposano.

FRANCIA

Ci sono assemblee femministe a Parigi e Toulouse, così come un movimento di giovani femministe a Perpignan che hanno iniziato ad organizzarsi da qualche mese. Il 15 di gennaio si sono fatte delle concentrazioni importanti contro il governo di estrema destra in Andalusia e precedentemente altre azioni di appoggio alle varie campagne femministe in Spagna e nel mondo. Al momento non si pensa ad uno sciopero generale femminista in Francia. L’anno scorso c’è stato uno sciopero di 2 ore e sembra che anche quest’anno sarà così. Ci sono difficoltà e i conflitti interni tra i diversi raggruppamenti femministi statali, principalmente sul tema della prostituzione. Nel frattempo esiste un tentativo di auto organizzazione di donne in assemblea per la preparazione dell’8M. A Toulouse da cinque mesi si è formato un collettivo con 100 donne che sperano di poter andare oltre la convocazione dei sindacati per fare uno sciopero di 24 ore e una mobilitazione più ampia. Si sta cercando di costruire reti al fine di realizzare azioni comuni e opporsi all’auge dell’estrema destra e i tagli ai diritti delle donne. Rapporti con i gilet gialli: organizzata manifestazione delle donne dei gilet gialli.

GRECIA

Il 24 novembre quattro collettivi di Atene hanno convocato un’assemblea aperta chiedendo a tutti i collettivi femministi di unirsi per organizzare l’8M, a cui molti più gruppi e donne si sono uniti, finendo con una manifestazione moltitudinaria il Giorno Internazionale contro le Violenze Machiste. L’11 gennaio c’è stata un’altra assemblea per iniziare a lavorare in maniera coordinata e il 31 gennaio si sono unite di nuovo per continuare la costruzione dell’8 marzo e per redarre un primo comunicato ufficiale in febbraio.

Convocheranno lo sciopero delle donne in quattro modi: cura, consumo, studentesco, lavorativo. Sono chiuse le negoziazioni con il sindacato del settore pubblico della Grecia, che renderà pubblico durante il mese di febbraio che appoggerà lo sciopero delle donne per 4 ore. L’8 di marzo al mattino ci sarà una manifestazione più focalizzata sullo sciopero lavorativo e studentesco, mentre nel pomeriggio ci sarà un’altra marcia  in cui si organizzeranno attività e performance

GERMANIA

Prossima assemblea generale: 15 e 16 febbraio a Berlino. Nell’ultima assemblea non c’è stato consenso sulla chiamata allo sciopero. Ogni città e regione convocherà il suo proprio sciopero, se vogliono. Ci sono gruppi di lavoro a livello statale, per ora non ci sono azioni coordinate a livello statale. I sindacati maggiori non convocheranno lo sciopero ufficialmente però fanno parte dell’organizzazione delle azioni dell’8M. Lo sciopero non si autogestisce con soldi a livello statale. Si convoca lo “sciopero delle donne”, non femminista, anche se si propone che donne e queer facciano sciopero dei consumi, di cura, dal lavoro e nei centri docenti. A Berlino l’8M sarà giorno festivo per la prima volta, per cui ci si aspetta maggior partecipazione alla manifestazione rispetto agli altri anni.

AUSTRIA

Quest’anno in Austria di sta iniziando ad organizzare lo Frauenstreik e prende lo sciopero femminista dello stato spagnolo come riferimento. Le organizzatrici sono un gruppo di anarcofemministe e donne migranti e lesbiche della “vecchia scuola”. Mettono il focus soprattutto sullo sciopero lavorativo e sulle richieste ai sindacati e comitati delle aziende. Ci sono anche sforzi dedicati allo sciopero di cura (si concentrano sulle lavoratrici del settore infermieristico e le loro condizioni lavorative). A Vienna ci sono sempre due manifestazioni l’8M per differenze insormontabili tra i femminismi locali.

Ni Una Menos Austria, di cui fanno parte donne migranti di lingua spagnola, parteciperà a una delle manifestazioni con un blocco proprio con balli e canti. A gennaio e febbraio si sono svolte assemblee per preparare il materiale, le argomentazioni da portare e le azioni in vista della marcia dell’8M 2019. Si metterà l’accento sulla decolonizzazione del femminismo e la visibilità dei femminicidi, la cultura dello stupro e la giustizia patriarcale come i sistemi di oppressione globale che colpiscono tutte noi.

BELGIO

Si organizzano gruppi di lavoro e c’è una forte rete delle donne, con un grande interesse nella mobilitazione e nello sciopero, tuttavia ancora non si sa se c’è la possibilità di convocare uno sciopero “ufficiale”. Sono molto interessate allo sciopero in Spagna e con alcune connessioni con il movimento femminista internazionale (agli spazi partecipano in maniera attiva donne migranti)

INGHILTERRA

A Londra un’assemblea di donne sta organizzando da alcuni mesi lo sciopero dell’8M. Ci sarà una manifestazione ma non sciopero ufficiale, senza l’appoggio dei sindacati. Anche ad Edimburgo si stanno mobilitando gruppi di donne. Le Bristol Sisterhood si stanno mettendo in contatto con altri collettivi in UK per aderire alle attività che si svolgeranno l’8M. Dato che in Inghilterra l’8M non riceve un forte interessamento, cercheranno di convocare una manifestazione unita a uno sciopero dei consumi e non andando a lavorare, rivendicando il diritto allo sciopero. Un gruppo del comune di Bristol ha organizzato un evento il 2 marzo in commemorazione della giornata internazionale della donna: il collettivo appoggia la suddetta proposta prendendovi parte e conoscendo l’ambiente femminista locale. Rivendicazioni principali: scelta sul proprio corpo, aborto legale in tutto il mondo, condanna ai femminicidi e alle aggressioni contro e donne. Molte concentrazioni contro la Manada (fatto di cronaca spagnola).

PORTOGALLO

Si riuniscono in assemblea l’8 di ogni mese in varie città: Oporto, Braga, Vila Real, Coimbra.. lo sciopero sarà sui quattro temi già citati da altri paesi. C’è una commissione per le azioni, una di comunicazione, una dei sindacati, una per il manifesto, una il finanziamento e si sta creando quella studentesca. C’è stata una grande manifestazione il 25N e un’altra il 15 di gennaio per la formazione del governo di estrema destra in andalusia. Ci si aspetta una grande manifestazione l’8 di marzo.

SVIZZERA

Il prossimo 14 di giugno 219 i vari collettivi cantonali della Svizzera (spinti dai sindacati) convocano il loro secondo sciopero femminista/delle donne. Tutte le donne che risiedono e lavorano in Svizzera sono invitate  a fare sciopero dal lavoro, dal consumo e di cura. A gennaio il collettivo Romande (lingua francese) ha pubblicato il suo manifesto,  che si è deciso di prendere come base da cui partire. Si mette in evidenza che nel primo paragrafo si mette come “esempio straordinario lo sciopero delle donne” dello stato spagnolo l’8M 2018.

Esistono già più di 15 collettivi femministi su tutto il territorio, vari regionali (con diverse lingue) e una Coordinatora Nazionale. Per l’8 di marzo, i collettivi dello sciopero rispetteranno le tradizioni delle manifestazioni che si sono fatte negli anni. Tuttavia ci saranno anche azioni organizzate dai collettivi, senza programmare contro il movimento femminista. Ci sarà anche un pannello di taglio internazionale #VerseLaGrève

REPUBBLICA CECA 

Non ci sarà sciopero perché non c’è la forza. Varie piattaforme (molte delle quali formate da donne di diversi paesi, non ceche) stanno preparando mobilitazioni per l’8 marzo focalizzate soprattutto sulla ratifica del paese della convenzione di Istanbul, a cui politici ed ecclesiastici si sono opposti. La comunicazione con i movimenti cechi è molto difficile e l’8 di marzo nel paese continua ad essere un giorno per “regalare fiori a tua moglia, tua madre”…

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