28 settembre dati aborto

In piazza per l’aborto, ancora? Qualche dato per orientarsi

Nel mondo*

  • quasi 50mila donne nel mondo perdono la vita a causa di un aborto non legale e quindi non sicuro
  • 41 milioni di adolescenti nel mondo portano a termine una gravidanza indesiderata o conseguente a uno stupro
  • 21,6 milioni di donne ogni anno sperimentano un aborto non sicuro (clandestino); di questi aborti clandestini, 18,5 milioni avvengono nei paesi sviluppati
  • 47mila donne muoiono ogni anno per complicazioni legate all’aborto clandestino. I decessi correlati all’aborto clandestino costituiscono circa il 13% della mortalità

*(Fonte WHO World Health Organization)

In Italia

  • 70,7% delle e dei ginecologhe/i e 48,8% degli anestesisti sono obiettrici e obiettori di coscienza (fonte Ministero salute)
  • il 40% degli ospedali non ha un servizio per l’interruzione volontaria di gravidanza, mentre il Ministero della salute afferma che “su base regionale e, per quanto riguarda i carichi di lavoro per ciascun ginecologo non obiettore, anche su base sub-regionale, non emergono criticità nei servizi di IVG”, valutando però la presenza dei servizi su base statistica e non su base territoriale (5) (Fonte Ministero salute)
  • 15% la percentuale di utilizzo dell’aborto farmacologico (Ru486) per l’interruzione volontaria di gravidanza (IVG), all’ultimo posto in Europa (Francia 57%, Inghilterra 60%, Finlandia 98%, Svezia 90%, Portogallo 65%) (Fonti: Ministero salute, Associazione Luca Coscioni)
  • 13 miliardi di euro il denaro sprecato per pratiche sanitarie inappropriate (Fonte Ministero salute), come quella del ricovero ospedaliero di 3 giorni richiesto (Italia unico paese in Europa) per la somministrazione del farmaco abortivo Ru486
  • Ignoto il numero di richieste di aborto, perché il dato non viene registrato.

In Lombardia

  • Inesistente una mappa istituzionale aggiornata delle sedi che fanno interruzioni volontarie di gravidanza (IVG), inesistente un numero unico di prenotazione del servizio
  • 68,2% i ginecologi obiettori (dato sottostimato) delle strutture pubbliche di Regione Lombardia
  • 35% gli ospedali con reparto di ostetricia e ginecologia che non fanno IVG *
    6 gli ospedali in cui la totalità di ginecologi e ginecologhe è obiettrice (Iseo, Gavardo, Oglio Po, Gallarate, Sondalo e Chiavenna) *
  • 10 gli ospedali con percentuale di obiezione tra l’80 e il 90%, 5 le strutture con una percentuale inferiore al 50% *
  • 33 le strutture che non utilizzano la RU486 sulle 63 che effettuano interruzioni di gravidanza (il 52.4%) *
  • 5,1% la percentuale di IVG farmacologiche sul totale (Liguria=40,3%, Piemonte=32%) (7) (Fonte Ministero salute)
  • 337 i consultori in meno rispetto a quelli previsti dalla legge 34/96 secondo cui dovrebbero essere 1/20mila abitanti (Fonte Obiezione respinta)
  • Inesistente la possibilità di scegliere se partorire in ospedale o in strutture specifiche per la nascita fisiologica e il parto naturale (case di maternità), inesistente il rimborso per parto a domicilio

(Fonte: http://www.blogdem.it)

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