Argentina. Ne toccano 20 rispondiamo tutte

La Rete NON UNA DI MENO – MILANO ripudia energicamente i fatti accaduti l’8 Marzo 2017 durante lo Sciopero internazionale delle donne nella città di Buenos Aires, dove Polizia e civili senza identificarsi e senza motivi hanno picchiato e arrestato illegalmente donne per il loro genere e il loro orientamento sessuale vicino a Plaza de Mayo.

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La Rete NON UNA DI MENO – MILANO ripudia energicamente i fatti accaduti l’8  Marzo 2017 durante lo Sciopero Internazionale delle Donne nella città di Buenos Aires e abbraccia con spirito di solidarietà le donne che ancora una volta sono state vittime della violenza istituzionale maschilista, inammissibile in una democrazia.
Sappiamo che abbiamo davanti un percorso lungo e, a quanto pare, molto difficile, ma sappiamo anche che siamo moltissime, che siamo forti, che siamo determinate e che “se toccano una di noi, ci toccano tutte”. 

Durante la mobilitazione dell’8 Marzo 2017 a Buenos Aires sono accaduti fatti molto gravi: caccia alla donna, repressione, discriminazioni e detenzioni senza motivazioni. Polizia e civili senza identificarsi e senza motivi hanno picchiato e arrestato illegalmente donne per il loro genere e il loro orientamento sessuale vicino a Plaza de Mayo, storico scenario di  lotta della città di Buenos Aires. 
Come se non bastasse sono usciti a caccia di donne a caso, donne che uscivano da un bar o che camminavano per la strada di ritorno a casa. Sono state perseguitate, picchiate, minacciate e perquisite. Fatti che sono  andati  avanti per le 9 ore in cui le donne sono state private della loro libertà. 
Di una notte di proteste e di rivendicazioni  questo è il risultato: 20 persone sono state arrestate in diversi commissariati di polizia della città di Buenos Aires, sono state trattate in modo violento ed insultate barbaramente. Sono state accusate di vandalismo, resistenza e lesioni.
Sosteniamo l’appello delle compagne argentine
Per tutte loro chiediamo l’archiviazione del processo.
Questi casi di violenza istituzionale hanno un solo messaggio:  quello di imporre ordine e  disciplina. 
Il governo del terrore richiede a noi donne, lesbiche, trans, di non partecipare a manifestazioni, di non protestare contro tutte le forme di violenza maschile e di non includere nell’ agenda politica le urgenze dei nostri diritti. 
Continueremo a tenere alta l’attenzione  di coloro che girano la testa  davanti ai femminicidi, agli aborti clandestini, ai crimini dell’ odio e della lesbofobia. 
Saremo vigili sulla persecuzione dei migranti e sulla criminalizzazione delle proteste.
Continueremo a manifestare e a urlare che non siamo sole, siamo organizzate e lotteremo per una vita libera e senza paure. 
Allo Stato repressore noi diciamo # NiUnaMenos # VivasNosQueremos 
 

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